Elettricità Futura esce da Confindustria Energia
Elettricità Futura, la principale associazione delle imprese del settore elettrico italiano, ha deciso di non rinnovare l'iscrizione a Confindustria Energia…

Elettricità Futura, la principale associazione delle imprese del settore elettrico italiano, ha deciso di non rinnovare l'iscrizione a Confindustria Energia, la federazione di cui era socio effettivo dal 2019. L'annuncio è arrivato con una nota diffusa il 2 novembre 2026, nella quale l'associazione comunica anche che tutti i suoi rappresentanti negli organi di Confindustria Energia rassegneranno le dimissioni.
Elettricità Futura dichiara di rappresentare oltre il 70% del mercato elettrico italiano. La sua uscita riguarda quindi una parte centrale della filiera energetica rappresentata finora dalla federazione.
Il nodo dell'Irap nella manovra
La decisione arriva dopo giorni di tensione legati al disegno di legge di Bilancio 2027, approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre 2026. Il testo prevede una maggiorazione dell'Irap a carico delle imprese energetiche, che interessa produzione e distribuzione di elettricità e le infrastrutture del gas, comprese le società regolate, alle quali non è consentito trasferire il maggior onere sulle tariffe. Secondo la relazione tecnica citata dalla stampa, il gettito aggiuntivo sarebbe di 734,2 milioni di euro nel 2027, 873,8 milioni nel 2028 e 895,5 milioni nel 2029, circa 2,5 miliardi nel triennio.
Il 22 ottobre il presidente di Elettricità Futura, Salvatore Pinto, aveva ricordato che il settore vale il 4,4% del PIL e circa 600.000 posti di lavoro considerando la filiera, e che ha già contribuito per oltre 2 miliardi di euro con il decreto Bollette. Secondo l'associazione, il settore sarebbe pronto a investire 200 miliardi di euro nei prossimi dieci anni, a condizione di avere un quadro regolatorio e fiscale prevedibile.
Le divergenze con Confindustria
Alla questione fiscale si aggiungono, secondo le ricostruzioni della stampa, divergenze con la linea della Confindustria guidata da Emanuele Orsini sul costo dell'energia, in particolare sulla contrapposizione tra produttori di elettricità e imprese che la consumano. Nei resoconti pubblicati il 2 novembre non compaiono commenti ufficiali di Confindustria sull'uscita dell'associazione.




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