Accise carburanti: cosa sono, quanto valgono e come funzionano
Ogni volta che si fa il pieno, una parte importante di quello che si paga non va al distributore né alla compagnia petrolifera, ma allo Stato. Le accise…

Ogni volta che si fa il pieno, una parte importante di quello che si paga non va al distributore né alla compagnia petrolifera, ma allo Stato. Le accise carburanti sono la voce fiscale che pesa di più sul prezzo di benzina e gasolio, e sono anche quella di cui si parla di più quando i prezzi salgono: tagli, proroghe, accise mobili. Vediamo cosa sono, come si calcolano, quanto valgono nel 2026 e come funzionano gli sconti decisi dal governo.
Cosa sono le accise sui carburanti
L'accisa è un'imposta sulla produzione e sul consumo di alcuni beni: prodotti energetici, alcolici e tabacchi. Si tratta di un tributo armonizzato a livello europeo: le regole di base e le aliquote minime sono fissate dall'Unione europea, mentre ogni Stato può decidere aliquote più alte. In Italia la disciplina è raccolta nel Testo unico delle accise, il decreto legislativo 504 del 1995.
A differenza dell'IVA, l'accisa non è una percentuale del prezzo ma un importo fisso per quantità di prodotto. Per benzina e gasolio si esprime in euro per mille litri: se il prezzo del petrolio raddoppia, l'accisa resta la stessa; se scende, non cala. Per questo il suo peso sul prezzo finale aumenta quando il carburante costa poco e diminuisce quando costa molto.
Come si forma il prezzo alla pompa
Il prezzo che si legge sul cartello del distributore è la somma di tre parti:
- prezzo industriale: il costo del prodotto raffinato, la logistica e i margini di chi lo vende;
- accisa: l'importo fisso per litro stabilito dalla legge;
- IVA al 22%, calcolata sulla somma di prezzo industriale e accisa.
L'ultimo punto spiega perché si parla di «tassa sulla tassa»: l'IVA si applica anche all'accisa. Con un'accisa di 0,6729 euro al litro, l'IVA su questa sola parte vale circa 0,148 euro, per un totale di circa 0,82 euro al litro di imposte legate all'accisa, prima ancora di considerare il costo del carburante. Nel caso della benzina, tra accisa e IVA, le tasse superano la metà del prezzo alla pompa, come ricordava nel 2023 un'analisi del Sole 24 Ore.
Quanto valgono le accise carburanti nel 2026
Per anni il gasolio ha avuto un'accisa più bassa della benzina. Il decreto legislativo 43 del 2025 ha avviato un riallineamento graduale: con un decreto ministeriale del 14 maggio 2025 l'accisa sulla benzina è scesa di 1,5 centesimi al litro e quella sul gasolio è salita della stessa misura. La legge di Bilancio 2026 (legge 199 del 2025, articolo 1, comma 129) ha poi chiuso il percorso in anticipo: dal 1° gennaio 2026 benzina e gasolio usati come carburante hanno la stessa accisa, 672,90 euro per mille litri. Per la benzina è stato un taglio di 4,05 centesimi al litro, per il gasolio un aumento di pari importo. Restano esclusi dall'aumento gli usi agricoli e industriali.
| Periodo | Benzina (euro per 1.000 litri) | Gasolio (euro per 1.000 litri) |
|---|---|---|
| Taglio straordinario da marzo 2022 | 478,40 | 367,40 |
| Fino a metà maggio 2025 | 728,40 | 617,40 |
| Da metà maggio 2025 | 713,40 | 632,40 |
| Dal 1° gennaio 2026 | 672,90 | 672,90 |
| Dal 28 ottobre al 7 novembre 2026 (accisa mobile) | 672,90 | 632,90 |
Consiglio: il peso dell'accisa è uguale in tutti i distributori, mentre il prezzo industriale cambia da un impianto all'altro. Prima di un viaggio conviene confrontare i prezzi praticati in zona sul portale pubblico Osservaprezzi carburanti del Ministero delle imprese, dove i gestori sono tenuti a comunicare i prezzi.
Il taglio accise carburanti: come funziona
Quando i prezzi salgono molto, il governo può ridurre temporaneamente le accise. Lo strumento più usato è il decreto-legge, che indica l'importo dello sconto, le date e la copertura finanziaria. Il caso più noto è quello del 2022: con il decreto-legge 21 del 2022, dal 22 marzo l'accisa su benzina e gasolio è stata ridotta di 25 centesimi al litro, che con l'IVA diventavano circa 30,5 centesimi. Il taglio è stato prorogato più volte, ridotto a 15 centesimi dal 1° dicembre 2022 ed è terminato il 31 dicembre 2022.
Anche nel 2026 il governo ha ridotto più volte l'accisa, soprattutto sul gasolio, con una serie di decreti-legge e decreti ministeriali da marzo in poi, legati alle tensioni sui mercati petroliferi. La scheda della Camera dei deputati sulle accise ricostruisce tutti i provvedimenti, con importi e date. Ogni taglio ha un costo per le casse pubbliche: secondo stime del ministero delle Imprese riportate dalla stampa nel 2023, una riduzione parziale delle accise costa circa un miliardo di euro al mese.
L'accisa mobile
Esiste anche un meccanismo automatico, previsto dalla legge 244 del 2007 (articolo 1, comma 290) e semplificato nel 2023 dai decreti-legge 5 e 145. Quando il prezzo del petrolio sale oltre il valore di riferimento indicato nei documenti di finanza pubblica, lo Stato incassa più IVA sui carburanti. Questo maggiore gettito può essere usato, con un decreto ministeriale, per ridurre l'accisa: è la cosiddetta accisa mobile.
Lo sconto dura finché ci sono le risorse; poi l'aliquota torna al livello ordinario. L'ultimo esempio è il decreto del 27 ottobre 2026, che dal 28 ottobre al 7 novembre 2026 ha portato l'accisa sul gasolio a 632,90 euro per mille litri, lasciando invariata quella sulla benzina.
Le accise storiche: la guerra d'Etiopia e il Vajont
Circola spesso l'elenco delle accise «storiche»: la guerra d'Etiopia del 1935, la crisi di Suez del 1956, il disastro del Vajont del 1963, l'alluvione di Firenze del 1966, i terremoti del Belice, del Friuli e dell'Irpinia e la missione in Libano degli anni Ottanta. Gli aumenti sono esistiti davvero, ma oggi non si pagano come voci separate. Dal 1995 l'accisa sui carburanti è un'unica aliquota, che non distingue le sue origini, e il gettito entra nel bilancio generale dello Stato senza una destinazione specifica, come spiega il fact-checking di Pagella Politica. L'aumento per la guerra d'Etiopia, in particolare, fu eliminato già l'anno successivo.
Domande frequenti
Paghiamo ancora l'accisa per la guerra d'Etiopia?
No. Gli aumenti introdotti nel tempo sono confluiti dal 1995 in un'unica aliquota, e quello per la guerra d'Etiopia fu tolto già nel 1936. Oggi l'accisa è un solo importo per litro, senza voci legate a singoli eventi.
L'IVA si paga anche sull'accisa?
Sì. L'IVA al 22% si calcola sulla somma di prezzo industriale e accisa, quindi una parte dell'IVA pagata al distributore è un'imposta calcolata su un'altra imposta.
Benzina e gasolio hanno la stessa accisa?
Dal 1° gennaio 2026 l'aliquota ordinaria è la stessa: 672,90 euro per mille litri. Durante i tagli temporanei, però, le due aliquote possono essere diverse, come nel periodo dal 28 ottobre al 7 novembre 2026, quando lo sconto ha riguardato solo il gasolio.
Cos'è l'accisa mobile?
È un meccanismo che permette di usare l'IVA in più incassata quando il petrolio sale oltre le previsioni di bilancio per ridurre l'accisa sui carburanti con un decreto ministeriale. Lo sconto è temporaneo e dura finché ci sono le risorse.







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