Aste rinnovabili, GSE: Italia avanti sul fotovoltaico
L'Italia è tra i Paesi europei più competitivi nelle aste per il fotovoltaico, ma resta più indietro sull'eolico. È il quadro che emerge dallo studio del…

L'Italia è tra i Paesi europei più competitivi nelle aste per il fotovoltaico, ma resta più indietro sull'eolico. È il quadro che emerge dallo studio del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) sulle procedure competitive per le fonti rinnovabili elettriche in Europa, diffuso a fine ottobre 2026, che descrive come sono organizzate le aste e mette a confronto i risultati raggiunti dai principali Paesi europei a fine 2025.
Secondo il GSE, nel quadro europeo l'Italia risulta ben posizionata. Lo studio segnala inoltre che nelle aste europee si stanno diffondendo sempre di più i contratti per differenza a due vie, il modello in cui il produttore riceve un'integrazione quando il prezzo di mercato è sotto il prezzo aggiudicato e restituisce la differenza quando il mercato lo supera.
Il peso del FER X transitorio
A spingere l'Italia ai vertici europei per volumi sul fotovoltaico è stata la prima procedura del FER X transitorio, gestita dal GSE, le cui graduatorie sono state pubblicate all'inizio di dicembre 2025. In quell'asta sono stati assegnati circa 7,7 GW di impianti fotovoltaici, distribuiti su 474 progetti, quasi tutti gli 8 GW messi a disposizione, con un prezzo medio ponderato di aggiudicazione di circa 56,8 euro per megawattora.
Più contenuti i numeri dell'eolico: nella stessa procedura sono stati assegnati circa 940 MW, ripartiti su 29 progetti, a fronte di un contingente di 2,5 GW, con un prezzo medio ponderato di circa 72,9 euro per megawattora. Meno di quattro megawatt su dieci tra quelli disponibili hanno quindi trovato un aggiudicatario, ed è su questa tecnologia che il confronto con gli altri grandi mercati europei risulta meno favorevole per l'Italia.
Perché conta per il sistema elettrico
Le aste sono lo strumento con cui lo Stato sostiene la costruzione di nuovi impianti a fonti rinnovabili, garantendo ai produttori una remunerazione stabile nel tempo. Un prezzo di aggiudicazione basso significa che l'energia dei nuovi impianti costerà meno al sistema nel lungo periodo; una partecipazione ampia indica che gli operatori considerano il mercato italiano attraente per investire.




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