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Gas a 100 euro al MWh, prima volta dal 2022: vertice dei ministri Ue

Il prezzo del gas in Europa è tornato a quota 100 euro al megawattora. Mercoledì 28 ottobre 2026 il contratto TTF di Amsterdam, riferimento per il mercato…

Gasdotto che attraversa una valle verde

Il prezzo del gas in Europa è tornato a quota 100 euro al megawattora. Mercoledì 28 ottobre 2026 il contratto TTF di Amsterdam, riferimento per il mercato europeo, ha toccato e superato per qualche momento questa soglia, per la prima volta da dicembre 2022, nei mesi della crisi energetica seguita all’invasione russa dell’Ucraina. Giovedì 29 ottobre le quotazioni hanno ripiegato: in apertura il TTF scendeva intorno ai 98 euro, in calo del 2,7%, con gli operatori attenti ai nuovi sforzi diplomatici in Medio Oriente.

Stoccaggi bassi, freddo e tensioni in Medio Oriente

A spingere i prezzi sono diversi fattori. Il primo riguarda le scorte: secondo i dati ripresi dall’agenzia Reuters, l’Unione europea entra nella stagione del riscaldamento con stoccaggi di gas pieni al 75%, contro l’83% di un anno fa. A questo si aggiungono l’arrivo di temperature più fredde e il premio di rischio legato alla guerra in Iran e alla situazione nello Stretto di Hormuz. Sempre secondo Reuters, i prezzi del gas all’ingrosso si trovano a circa tre volte i livelli precedenti al conflitto con l’Iran, mentre i combattimenti hanno danneggiato raffinerie in Medio Oriente e in Russia e ostacolato i flussi di petrolio e gas attraverso il Mar Nero, il Mar Rosso e lo Stretto di Hormuz. Nel corso del mese i Paesi occidentali hanno concordato di accelerare il rilascio di oltre 400 milioni di barili di scorte petrolifere di emergenza.

In questo quadro i ministri dell’Energia dei Ventisette si sono riuniti il 29 ottobre a Lussemburgo. Il commissario europeo all’Energia Dan Jørgensen aveva parlato alla vigilia di una situazione “molto seria”, pur senza un problema immediato di sicurezza degli approvvigionamenti. A margine del Consiglio ha avvertito che quasi 50 milioni di europei non riescono a riscaldare adeguatamente la propria casa, indicando come risposta aiuti mirati e temporanei per le famiglie vulnerabili e una riduzione più rapida della dipendenza dai combustibili fossili.

Al centro del confronto tra i ministri c’era la proposta della Commissione, presentata a luglio, di ridurre le bollette elettriche intervenendo su tariffe e tasse, ad esempio tassando l’elettricità meno del gas. Le discussioni, finora rimaste a livello tecnico, partono in salita: Svezia, Finlandia, Polonia, Lettonia e Repubblica Ceca chiedono di eliminare la misura, e non sono state annunciate decisioni definitive.

Fonti: RTÉ (Reuters), Il Fatto Quotidiano, ANSA

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