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Viterbo, il Cdm boccia sei impianti rinnovabili per il paesaggio

Il Consiglio dei ministri, nella seduta del 28 ottobre 2026, ha espresso giudizio negativo di compatibilità ambientale su sei progetti di impianti da fonti…

Pannelli solari in un campo sotto un cielo nuvoloso

Il Consiglio dei ministri, nella seduta del 28 ottobre 2026, ha espresso giudizio negativo di compatibilità ambientale su sei progetti di impianti da fonti rinnovabili in provincia di Viterbo. Nella valutazione degli interessi pubblici coinvolti, il governo ha considerato prevalente la tutela del paesaggio e del patrimonio culturale rispetto all'aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili.

I progetti fermati nella Tuscia

I sei progetti comprendono impianti eolici, fotovoltaici e agrivoltaici. Tra i comuni interessati figurano Tuscania, Proceno, Civita Castellana, Viterbo, Vitorchiano, Valentano e Montalto di Castro. Tra gli interventi bocciati ci sono il parco eolico di Tuscania e l'impianto fotovoltaico "Querciolare" a Montalto di Castro, da 77,69 MW.

Le delibere del Consiglio dei ministri sostituiscono a ogni effetto il provvedimento di valutazione di impatto ambientale (VIA).

Il quadro della seduta

Nella stessa riunione il governo ha esaminato complessivamente 21 procedimenti di VIA. Cinque hanno ottenuto il via libera, con prescrizioni: sono tutti impianti agrivoltaici in provincia di Foggia, in Puglia, per circa 272 MW. Gli altri sedici progetti hanno ricevuto un giudizio negativo e si trovano tra Puglia, Lazio, Basilicata e Molise. Per i cinque impianti pugliesi approvati il giudizio positivo è condizionato al rispetto delle prescrizioni impartite dalle commissioni competenti istituite presso il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica.

Tra le reazioni nel Viterbese, Luigi M. Buzzi, coordinatore del circolo di Fratelli d'Italia di Viterbo, ha ringraziato il governo e la Regione Lazio. Secondo Buzzi, il parere negativo è «un segnale concreto» di attenzione verso il patrimonio paesaggistico, storico e culturale della provincia di Viterbo. L'esponente di Fratelli d'Italia ha precisato che la sua posizione non è un rifiuto delle energie rinnovabili, ma una richiesta di pianificazione equilibrata nella scelta dei siti.

Fonti: Tusciaweb, Quotidiano Energia, Viterbo News 24

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