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Terna, al via la posa dei cavi sottomarini tra Calabria e Sicilia

È iniziata nello Stretto di Messina la posa dei cavi sottomarini del nuovo elettrodotto “Bolano-Annunziata”, il collegamento a 380 kV in corrente alternata tra…

Traliccio dell'alta tensione contro il cielo al tramonto

È iniziata nello Stretto di Messina la posa dei cavi sottomarini del nuovo elettrodotto “Bolano-Annunziata”, il collegamento a 380 kV in corrente alternata tra Calabria e Sicilia realizzato da Terna, la società guidata dall’amministratore delegato Pasqualino Monti. L’annuncio è arrivato con una nota diffusa il 26 ottobre 2026: una volta completata, l’opera porterà fino a 2.000 MW la capacità di scambio di energia elettrica tra l’isola e il continente.

Tre cavi da 7,5 chilometri fino a 250 metri di profondità

L’intervento prevede tre cavi sottomarini, ciascuno lungo circa 7,5 chilometri, che collegano la costa della provincia di Reggio Calabria a quella della provincia di Messina, raggiungendo una profondità massima di circa 250 metri. I cavi sono prodotti da Prysmian, che ne cura anche la posa con la nave posacavi “Leonardo da Vinci”. Il primo cavo, dall’approdo di Bolano a quello di Annunziata, è stato posato nei giorni scorsi; il secondo è in fase di completamento, mentre il terzo dovrebbe essere installato entro i primi giorni di novembre.

Secondo Terna si tratta dei primi cavi sottomarini a 380 kV in corrente alternata con isolamento in XLPE installati sulla rete di trasmissione nazionale. Lo stato dei cavi sarà controllato da un sistema di monitoraggio fornito da Prysmian e sviluppato nel suo centro di eccellenza di Palermo. Sulla terraferma sono previsti due collegamenti interrati che uniranno gli approdi alle stazioni elettriche: circa 3 chilometri sul versante siciliano e circa 500 metri su quello calabrese. Sono in corso i lavori per la nuova stazione di Annunziata, nel Comune di Messina, e per l’ampliamento di quella di Bolano, a Villa San Giovanni. Il nuovo elettrodotto si affiancherà ai due collegamenti già esistenti nello Stretto: il “Sorgente-Rizziconi”, in esercizio dal 2016, e il “Bolano-Paradiso”, risalente agli anni Ottanta. L’obiettivo indicato da Terna è rendere la rete più flessibile e favorire l’integrazione della produzione da fonti rinnovabili, rafforzando gli scambi di energia tra la Sicilia e il resto del Paese.

Durante le attività di monitoraggio ambientale che hanno preceduto i lavori in mare è emersa anche una sorpresa: a circa un chilometro dalla costa di Villa San Giovanni, a 125 metri di profondità, è stata individuata un’anfora in terracotta riconducibile alla tipologia greco-italica, prodotta tra il II e il I secolo a.C. Il reperto è stato recuperato integro e consegnato alla Soprintendenza competente.

Fonti: ANSA, Il Sole 24 Ore, Euronews

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