Mobilità

Colonnina di ricarica a casa: potenza, contatore e regole

Installare una colonnina di ricarica a casa, cioè una wallbox fissata al muro del garage o del posto auto, è il passo che rende davvero comoda un'auto…

Auto elettrica in carica a una wallbox domestica

Installare una colonnina di ricarica a casa, cioè una wallbox fissata al muro del garage o del posto auto, è il passo che rende davvero comoda un'auto elettrica o ibrida plug-in. Ricaricare di notte, alla tariffa della propria bolletta, costa meno delle colonnine pubbliche ed evita deviazioni e attese.

Prima di comprarla, però, conviene chiarire alcuni punti: quale potenza serve, se il contatore è sufficiente, quali regole valgono per l'impianto e per il condominio e quali incentivi sono ancora disponibili alla fine di ottobre 2026. Vediamoli uno alla volta.

Che cos'è una wallbox e perché è meglio della presa di casa

La wallbox è un dispositivo dedicato che dialoga con l'auto, controlla la corrente erogata e protegge l'impianto. La normale presa domestica permette di ricaricare a circa 2,3 kW, quindi molto lentamente, e non è pensata per lavorare a lungo vicino al carico massimo.

C'è anche una questione di efficienza: in un test pubblicato nell'agosto 2026 dall'automobile club tedesco ADAC su cinque auto elettriche, le perdite di energia durante la ricarica andavano dal 12,7% al 24,2% con la presa domestica, mentre con una wallbox alla potenza massima accettata dall'auto restavano sotto il 7%. In pratica, con la wallbox si spreca meno elettricità che si paga in bolletta.

Le regole tecniche richiamate dall'Autorità per la ricarica privata fanno riferimento alla ricarica in modo 3 secondo la norma CEI EN 61851-1, cioè proprio con un dispositivo dedicato come la wallbox, come si legge nella delibera ARERA 541/2020.

Quale potenza scegliere per la colonnina di ricarica a casa

La potenza di una wallbox dipende dalla corrente e dal tipo di allacciamento. Il calcolo è quello di base dell'elettrotecnica, tensione per corrente:

  • Monofase 230 V a 16 A: circa 3,7 kW.
  • Monofase 230 V a 32 A: circa 7,4 kW.
  • Trifase 400 V a 16 A: circa 11 kW.
  • Trifase 400 V a 32 A: circa 22 kW, poco utile a casa perché poche auto accettano questa potenza in corrente alternata.

Due limiti decidono la potenza reale: il caricatore di bordo dell'auto, che non può superare il proprio massimo anche se la wallbox è più potente, e la potenza disponibile al contatore. La maggior parte delle abitazioni italiane ha una fornitura monofase, quindi le soluzioni più diffuse sono quelle tra 3,7 e 7,4 kW.

Tempi di ricarica a confronto

Per stimare il tempo basta dividere i kWh da ricaricare per la potenza. La tabella si riferisce a una batteria da 50 kWh ricaricata quasi da vuota; nella realtà si ricarica quasi sempre solo una parte della batteria, quindi i tempi sono più brevi.

SoluzionePotenza indicativaTempo per 50 kWhQuando ha senso
Presa domestica2,3 kWoltre 20 oreuso occasionale, pochi chilometri al giorno
Wallbox monofase 16 A3,7 kWcirca 14 orecontatore da 3-4,5 kW, ricarica notturna
Wallbox monofase 32 A7,4 kWcirca 7-8 orecontatore potenziato, percorrenze medio-alte
Wallbox trifase 16 A11 kWcirca 5 orefornitura trifase e auto con caricatore da 11 kW

Il contatore: 3 kW bastano?

Molte case hanno una potenza impegnata di 3 kW. Con questa fornitura la wallbox deve ricaricare a bassa potenza, altrimenti il contatore rischia di staccare quando si accendono insieme forno, lavatrice o piano a induzione. Le strade possibili sono tre.

  1. Wallbox con gestione dei carichi. Molti modelli misurano i consumi della casa e riducono automaticamente la potenza di ricarica quando serve, evitando i distacchi.
  2. Aumento della potenza del contratto. Passare a 4,5 o 6 kW, richiedendolo al proprio fornitore, permette di ricaricare più in fretta ma aumenta la quota fissa in bolletta.
  3. Sperimentazione notturna ARERA-GSE. Per i clienti con potenza impegnata tra 2 e 4,5 kW e una wallbox idonea, la sperimentazione consente di avere circa 6 kW disponibili di notte, la domenica e nei festivi senza costi fissi aggiuntivi, fino al 30 giugno 2027. Con la delibera 22/2025 le nuove adesioni sono state possibili fino al 30 giugno 2026: per eventuali riaperture conviene controllare il sito del GSE.

Installazione e norme da rispettare

La wallbox non è un elettrodomestico da collegare da soli: va allacciata all'impianto elettrico con una linea dedicata e protezioni adeguate. In pratica:

  • l'installazione va affidata a un'impresa abilitata ai sensi del decreto ministeriale 37/2008, che al termine rilascia la dichiarazione di conformità dell'impianto;
  • nei casi previsti dallo stesso decreto, ad esempio per le unità abitative con potenza impegnata superiore a 6 kW, serve anche il progetto di un professionista abilitato;
  • l'installatore verifica lo stato dell'impianto esistente, la sezione dei cavi, le protezioni differenziali e la messa a terra;
  • in autorimesse soggette ai controlli dei vigili del fuoco va valutato che la nuova installazione non aggravi il rischio di incendio, e la modifica va gestita con il responsabile della sicurezza antincendio.

Se il posto auto è in condominio

La legge 134/2012, all'articolo 17-quinquies, disciplina sia gli impianti comuni sia quelli privati. Per una wallbox nel proprio box o posto auto il condomino invia una segnalazione preventiva all'amministratore, che la riferisce in assemblea, allegando un progetto tecnico; se l'assemblea non dà il proprio assenso entro tre mesi dalla richiesta scritta, si può procedere a proprie spese. Per un impianto di ricarica comune serve invece una delibera dell'assemblea, con maggioranze agevolate rispetto a quelle ordinarie.

Consiglio: prima di acquistare la wallbox chiedete all'installatore un sopralluogo e un preventivo scritto che indichi la potenza consigliata, il percorso dei cavi, le protezioni previste e il rilascio della dichiarazione di conformità. È il modo più semplice per evitare un dispositivo sovradimensionato rispetto al contatore.

Incentivi: cosa resta dopo la chiusura del bonus colonnine

Il bonus colonnine domestiche 2026 del Ministero delle Imprese e del Made in Italy copriva l'80% della spesa per acquisto e posa, fino a 1.500 euro per le persone fisiche e fino a 8.000 euro per le installazioni sulle parti comuni dei condomini. Lo sportello, aperto il 22 settembre 2026, è stato chiuso alle ore 12 del 27 ottobre 2026 per esaurimento delle risorse, dopo oltre 16 mila domande.

Oggi non è quindi possibile presentare nuove domande. Le richieste già inviate vengono esaminate in ordine cronologico, nei limiti dei fondi, e il Ministero ha indicato che un'eventuale riapertura sarà comunicata con un nuovo avviso solo se si renderanno disponibili altre risorse. Per eventuali detrazioni fiscali sulle spese di installazione è prudente verificare le regole in vigore con un CAF o un commercialista prima di avviare i lavori.

Costi di gestione: quanto si spende per ricaricare

Con la wallbox si paga l'energia alla tariffa della propria fornitura. Come riferimento, dal 1° ottobre 2026 l'ARERA indica 43,43 centesimi di euro per kWh, tasse incluse, per il cliente vulnerabile tipo. Ricaricare 30 kWh, sufficienti per circa 180 km a un'auto che consuma 16-17 kWh ogni 100 km, costa quindi circa 13 euro a quel prezzo; con un contratto più conveniente la spesa scende in proporzione.

Quanto al prezzo d'acquisto, i modelli più semplici partono da circa 400 euro, mentre quelli più potenti o ricchi di funzioni superano i 1.000 euro; a questa cifra si aggiunge l'installazione, che dipende dalla distanza dal quadro elettrico e dai lavori necessari.

Domande frequenti

Posso ricaricare l'auto elettrica con un contatore da 3 kW?

Sì, ma a bassa potenza e preferibilmente di notte, quando gli altri elettrodomestici sono spenti. Una wallbox con gestione dei carichi riduce il rischio che il contatore stacchi.

Serve un permesso per installare una wallbox in casa?

Il passaggio essenziale è affidare il lavoro a un'impresa abilitata, che rilascia la dichiarazione di conformità; in caso di edifici vincolati o regolamenti locali particolari conviene chiedere una verifica preventiva. In condominio, per il proprio posto auto, si invia una segnalazione preventiva all'amministratore.

Il bonus colonnine 2026 è ancora attivo?

No. Lo sportello per i privati è stato chiuso il 27 ottobre 2026 per esaurimento dei fondi. Potrebbe riaprire solo con un nuovo avviso del Ministero, se arriveranno altre risorse.

Conviene una wallbox da 11 kW?

Solo se la casa ha una fornitura trifase e l'auto accetta 11 kW in corrente alternata. Per chi ricarica di notte, nella maggior parte dei casi 3,7 o 7,4 kW sono sufficienti.

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