Costo ricarica auto elettrica: casa e colonnine AC e DC
Il costo ricarica auto elettrica non è un numero unico: dipende da dove si ricarica, dalla tariffa che si paga per ogni kWh e da quanto consuma la propria…

Il costo ricarica auto elettrica non è un numero unico: dipende da dove si ricarica, dalla tariffa che si paga per ogni kWh e da quanto consuma la propria vettura. Tra la presa del garage e una colonnina ultraveloce in autostrada la spesa per percorrere 100 km può cambiare di due o tre volte, e capire perché è il modo più semplice per non avere sorprese.
In questa guida vediamo come si calcola la spesa in euro ogni 100 km, quali prezzi si trovano oggi a casa e sulle colonnine pubbliche in corrente alternata (AC) e continua (DC), e quali abitudini aiutano davvero a risparmiare. I valori citati sono aggiornati all'autunno 2026 e vanno sempre ricontrollati, perché le tariffe elettriche cambiano spesso.
Come si calcola il costo ricarica auto elettrica ogni 100 km
La formula è semplice e vale per qualunque modello: si moltiplica il consumo dell'auto, espresso in kWh ogni 100 km, per il prezzo dell'energia in euro al kWh. Se un'auto consuma 16 kWh/100 km e l'energia costa 0,40 euro al kWh, la spesa è 16 × 0,40 = 6,40 euro ogni 100 km.
Ci sono però due correzioni da fare per avvicinarsi alla realtà:
- Il consumo reale. Il valore dichiarato nell'omologazione WLTP è un riferimento utile, ma in autostrada, con il freddo o con il climatizzatore acceso il consumo sale. Conviene usare il dato medio che l'auto stessa mostra sul computer di bordo dopo qualche settimana di utilizzo.
- Le perdite di ricarica. Una parte dell'energia prelevata dalla rete si disperde in calore tra caricatore di bordo, cavi e batteria. In un test pubblicato nell'agosto 2026 dall'automobile club tedesco ADAC su cinque auto elettriche, le perdite con la normale presa domestica da 2,3 kW andavano dal 12,7% al 24,2%, mentre con una wallbox alla potenza massima accettata dall'auto restavano sotto il 7%.
Per questo, nei calcoli che seguono, ipotizziamo un'auto compatta che consuma 16 kWh ogni 100 km e consideriamo circa 17 kWh prelevati, includendo un piccolo margine per le perdite.
Ricaricare a casa: quanto costa davvero un kWh
A casa si paga l'energia alla stessa tariffa della bolletta della luce, comprese le quote per il trasporto, gli oneri di sistema e le imposte. È quindi il prezzo complessivo al kWh, tasse incluse, quello da usare nel calcolo.
Un riferimento pubblico è il prezzo fissato trimestralmente dall'Autorità per il servizio di tutela dei clienti vulnerabili. Dal 1° ottobre 2026 l'ARERA ha comunicato un costo di 43,43 centesimi di euro per kWh, tasse incluse: per il cliente vulnerabile tipo la spesa aumenta del 37,3% rispetto al trimestre precedente, soprattutto per la crescita dei costi di acquisto dell'energia all'ingrosso. Nel terzo trimestre 2026 lo stesso riferimento era di 31,63 centesimi.
Per un confronto europeo, secondo le statistiche Eurostat sui prezzi dell'elettricità nel secondo semestre del 2025 le famiglie dell'Unione pagavano in media circa 0,29 euro al kWh, tasse incluse.
Chi è sul mercato libero ha un prezzo diverso, scritto nel proprio contratto: vale la pena leggere la bolletta e verificare se l'offerta è monoraria o a fasce. Con una tariffa a fasce, la ricarica nella fascia F3 (dalle 23 alle 7 dal lunedì al sabato e tutto il giorno la domenica e nei festivi) può costare meno.
Il limite della potenza del contatore
Molte abitazioni hanno 3 kW di potenza impegnata, che costringono a ricaricare piano o ad aumentare la potenza del contratto. Per chi ha una wallbox idonea esiste una sperimentazione regolata da ARERA e gestita dal GSE che consente di avere circa 6 kW disponibili di notte, la domenica e nei festivi senza costi fissi aggiuntivi, valida fino al 30 giugno 2027. Con la delibera 22/2025 le nuove adesioni erano state riaperte fino al 30 giugno 2026: chi non ha aderito entro quella data deve verificare sul sito del GSE se sono previste nuove finestre.
Colonnine pubbliche AC e DC: come cambiano i prezzi
Sulle colonnine pubbliche il prezzo al kWh è stabilito dall'operatore e include il servizio, non solo l'energia. Le tariffe crescono con la potenza:
- Colonnine in corrente alternata (AC), in genere fino a 22 kW, le più diffuse in città e nei parcheggi.
- Colonnine in corrente continua (DC), più potenti, adatte a soste di 20-40 minuti.
- Colonnine ad alta potenza (HPC), spesso oltre i 100-150 kW, tipiche delle aree di servizio autostradali.
Un'inchiesta della rivista Auto pubblicata a febbraio 2026, che ha raccolto i listini a consumo dei principali operatori italiani, riportava prezzi in AC tra circa 0,44 e 0,69 euro al kWh e sulle colonnine DC e HPC tra circa 0,60 e 0,99 euro al kWh, a seconda dell'operatore e della potenza. Gli abbonamenti mensili offerti da molti operatori possono abbassare il prezzo per chi ricarica spesso fuori casa, ma vanno valutati in base ai chilometri reali.
Tabella: quanto costano 100 km nei diversi casi
La tabella applica la formula vista sopra a un'auto che preleva circa 17 kWh per percorrere 100 km. I prezzi sono esempi tratti dai riferimenti citati, non tariffe di un singolo operatore.
| Dove si ricarica | Prezzo di esempio (€/kWh) | Costo per 100 km (17 kWh) |
|---|---|---|
| Casa, riferimento ARERA vulnerabili III trimestre 2026 | 0,3163 | circa 5,40 € |
| Casa, riferimento ARERA vulnerabili dal 1° ottobre 2026 | 0,4343 | circa 7,40 € |
| Colonnina pubblica AC, tariffa a consumo | 0,65 | circa 11,00 € |
| Colonnina pubblica DC, tariffa a consumo | 0,85 | circa 14,50 € |
| Colonnina HPC, tariffa a consumo | 0,95 | circa 16,20 € |
Il messaggio della tabella è chiaro: la ricarica domestica resta la più economica, mentre affidarsi solo alle colonnine veloci a consumo può far raddoppiare o triplicare la spesa ogni 100 km. Per fare il confronto con la propria auto termica basta moltiplicare i litri consumati ogni 100 km per il prezzo al litro pagato al distributore.
Come ridurre la spesa senza complicarsi la vita
- Ricaricare a casa o al lavoro quando possibile. È il modo più efficace per abbassare il costo medio, soprattutto con una wallbox, che riduce anche le perdite rispetto alla presa domestica.
- Sfruttare le fasce orarie. Se il contratto prevede prezzi diversi per fascia, programmare la ricarica di notte o nel fine settimana.
- Usare le colonnine veloci solo quando servono. Nei viaggi lunghi sono indispensabili, ma nell'uso quotidiano una colonnina AC durante la sosta costa meno.
- Valutare un abbonamento solo con i numeri in mano. Si calcolano i kWh ricaricati fuori casa in un mese e si confrontano con il costo fisso del pacchetto.
- Controllare il consumo reale. Velocità costante, pneumatici alla giusta pressione e preriscaldamento dell'abitacolo mentre l'auto è ancora collegata aiutano a ridurre i kWh necessari.
Consiglio: per conoscere il vostro costo reale, annotate per un mese i kWh ricaricati a casa e fuori, con il prezzo pagato. Dividendo la spesa totale per i chilometri percorsi e moltiplicando per 100 otterrete il vostro costo in euro ogni 100 km, molto più affidabile di qualsiasi media.
Quanto incide il costo della ricarica sul bilancio dell'auto
L'energia è solo una voce del costo di un'auto elettrica: contano anche il prezzo d'acquisto, l'assicurazione, la manutenzione e l'eventuale installazione di una wallbox. Per questo il confronto con un'auto termica va fatto sull'intero periodo di utilizzo e sui chilometri che si percorrono davvero.
In generale, chi ha un posto auto con presa o wallbox e ricarica soprattutto a casa vede il beneficio economico più netto. Chi invece non ha questa possibilità e dipende dalle colonnine pubbliche, in particolare da quelle DC e HPC, deve fare i conti con prezzi al kWh due o tre volte più alti e farebbe bene a stimare con attenzione la propria spesa prima della scelta.
Domande frequenti
Quanto costa una ricarica completa a casa?
Si moltiplica la capacità utile della batteria per il prezzo al kWh e si aggiunge un margine per le perdite. Con una batteria da 50 kWh, il prezzo di riferimento ARERA di 0,4343 euro al kWh e circa il 7% di perdite, una ricarica da zero al pieno costa circa 23 euro; con il riferimento del trimestre precedente, 0,3163 euro al kWh, circa 17 euro.
Perché le colonnine veloci costano di più?
Il prezzo delle colonnine pubbliche comprende, oltre all'energia, l'installazione, la connessione alla rete ad alta potenza, la manutenzione e la gestione del servizio. Per le stazioni DC e HPC questi costi sono più alti e si riflettono sulla tariffa al kWh.
Ricaricare con la presa domestica conviene?
È possibile, ma è lenta e meno efficiente: nel test ADAC le perdite con la presa da 2,3 kW andavano dal 12,7% al 24,2%, contro meno del 7% con la wallbox alla massima potenza. Una parte del risparmio si perde quindi in calore.
Il prezzo dell'energia a casa resterà quello di oggi?
No, le tariffe cambiano. Il riferimento ARERA per i clienti vulnerabili viene aggiornato ogni trimestre e le offerte del mercato libero hanno le proprie condizioni. Conviene ricalcolare il costo ogni volta che cambia il prezzo in bolletta.






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