Idroelettrico

Diga di Ridracoli: storia, energia idroelettrica e come visitarla

La diga di Ridracoli è una delle grandi opere idrauliche dell'Appennino romagnolo: uno sbarramento in calcestruzzo alto più di cento metri che ha creato un…

Diga in calcestruzzo che rilascia acqua, circondata da alberi autunnali

La diga di Ridracoli è una delle grandi opere idrauliche dell'Appennino romagnolo: uno sbarramento in calcestruzzo alto più di cento metri che ha creato un lago lungo quasi cinque chilometri in mezzo alle foreste. Nasce per dare acqua potabile alla Romagna, ma lungo il percorso che porta l'acqua dal lago ai rubinetti l'invaso alimenta anche una centrale idroelettrica e una serie di piccoli impianti. Ecco come è fatta, a cosa serve, quanta energia produce e come si visita.

Dove si trova la diga di Ridracoli

La diga sbarra il corso del fiume Bidente nei pressi del borgo di Ridracoli, nel comune di Bagno di Romagna, in provincia di Forlì-Cesena, a poca distanza da Santa Sofia. Il lago si trova all'interno del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, istituito nel 1993.

L'invaso raccoglie le acque dell'alto Bidente e, attraverso opere di captazione, anche quelle dell'alto corso del Rabbi e di altri bacini del parco. È gestito da Romagna Acque, la società pubblica controllata dai comuni delle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, nata nel 1966 come consorzio proprio per realizzare la diga e l'acquedotto della Romagna.

Com'è fatta: i numeri della diga

Ridracoli è una diga ad arco-gravità: unisce la forma curva delle dighe ad arco, che scaricano la spinta dell'acqua sui fianchi della valle, al grande peso delle dighe a gravità, che resistono grazie alla propria massa. I lavori sono partiti a metà degli anni Settanta e la struttura è stata completata nel 1982; il sistema di adduzione e distribuzione è entrato in servizio nella seconda metà degli anni Ottanta.

CaratteristicaDato
Tipo di digaArco-gravità in calcestruzzo
Altezza103,5 m
Sviluppo del coronamentoCirca 432 m
Calcestruzzo impiegatoCirca 600.000 m³
Capacità dell'invasoCirca 33 milioni di m³
Quota di sfioroCirca 557 m s.l.m.
Lunghezza del lagoQuasi 5 km

Secondo quanto raccontato nel 2023 al Sole 24 Ore dal presidente di Romagna Acque, Tonino Bernabè, l'invaso è nato più piccolo del necessario: un compromesso maturato negli anni successivi al disastro del Vajont, quando l'opinione pubblica guardava con forte diffidenza alle grandi dighe.

Acqua potabile per la Romagna

La funzione principale di Ridracoli è idropotabile. L'acqua del lago viene trattata nell'impianto di potabilizzazione di Capaccio, a Santa Sofia, e immessa nell'acquedotto della Romagna, che la porta fino alla costa, dove d'estate la domanda cresce con l'arrivo dei turisti.

In media la diga fornisce circa 60 milioni di metri cubi d'acqua all'anno su un fabbisogno romagnolo di circa 110 milioni: in pratica copre circa la metà dei consumi idropotabili del territorio. Il resto arriva da fonti locali, falde e altri impianti, che lavorano insieme alla diga in un sistema integrato. È proprio questa combinazione a rendere la rete meno fragile negli anni di poca pioggia.

L'energia idroelettrica di Ridracoli

Prima di arrivare ai rubinetti, l'acqua scende di quota e quel dislivello viene sfruttato per produrre elettricità. Il primo salto, di circa 250 metri, è quello tra il lago e le vasche di raccolta di Isola: qui lavora una centrale idroelettrica da circa 7 MW, data in concessione a Enel Green Power. Secondo il bilancio di sostenibilità 2025 di Romagna Acque, nel 2025 ha prodotto 30.133 MWh, cioè circa 30 milioni di kWh.

Per dare un'idea dell'ordine di grandezza: un cliente domestico medio, nei parametri usati da ARERA, consuma circa 2.700 kWh all'anno, quindi la produzione della centrale di Isola equivale ai consumi annui di oltre diecimila famiglie.

Più a valle c'è la centrale di Monte Casale, a Bertinoro, in esercizio dal 2000 con una potenza di circa 1 MW, che sfrutta il dislivello tra il potabilizzatore di Capaccio e le vasche di Monte Casale. A questa si aggiungono sei microcentrali lungo la rete. In tutto le sette centrali gestite direttamente da Romagna Acque hanno prodotto 8.342 MWh nel 2025, il 4,1% in meno dell'anno precedente, per il minore fabbisogno idrico, che ha ridotto l'acqua turbinata proveniente dalla diga. La società ha anche nove impianti fotovoltaici, che nel 2025 hanno prodotto 2.557 MWh.

È un esempio di recupero energetico negli acquedotti: l'acqua deve comunque scendere dalla montagna alla pianura, e le turbine trasformano in elettricità un'energia che altrimenti andrebbe dissipata. Maggiori dettagli sugli impianti sono nella pagina dedicata all'energia di Romagna Acque.

Consiglio: lo spettacolo della tracimazione dipende dalle piogge e dal livello del lago. Se volete vedere la cascata, controllate prima i livelli dell'invaso pubblicati in tempo reale e i bollettini meteo della zona.

Tracimazioni, siccità e un possibile secondo invaso

Quando il lago è pieno, l'acqua supera lo sfioratore sul coronamento e scende lungo il paramento della diga formando una grande cascata. È successo, per esempio, all'inizio di febbraio 2026: il livello ha raggiunto 557,52 metri, oltre la quota di sfioro, con l'invaso al 100,7% della capacità e oltre 9 metri cubi al secondo scaricati a valle. Nel maggio 2023, durante l'alluvione in Emilia-Romagna, il lago era così pieno da tracimare già dopo la prima ondata di piena.

Il problema opposto si presenta negli anni secchi, quando le riserve calano e cresce il peso delle altre fonti. Per questo nel 2023 si studiava un secondo invaso: il professor Armando Brath, dell'Università di Bologna, indicava il torrente Rabbi come sito in grado di contenere tra 25 e 40 milioni di metri cubi, con un costo stimato tra 250 e 350 milioni di euro. All'epoca era concluso lo studio di compatibilità ambientale e si doveva passare alla progettazione: non si tratta di un'opera già approvata.

Visitare la diga e l'Idro Ecomuseo

La diga di Ridracoli è anche una meta turistica. Nel borgo si trova Idro, l'Ecomuseo delle Acque di Ridracoli, aperto nel 2004 e rinnovato nel 2018, con sale dedicate all'acqua, alla fauna della valle del Bidente e al risparmio idrico. La visita comprende anche il coronamento della diga, da cui si abbraccia con lo sguardo il lago.

Sul lago naviga un battello elettrico, che porta anche verso il rifugio Cà di Sopra, raggiungibile pure a piedi. Dalla zona partono sentieri del parco, tra cui quello verso San Paolo in Alpe. I servizi turistici sono gestiti per conto di Romagna Acque dalla cooperativa Atlantide; orari, biglietti e date di apertura cambiano con le stagioni, quindi conviene consultare il sito ufficiale dell'ecomuseo prima di partire.

Domande frequenti

A cosa serve la diga di Ridracoli?

Serve soprattutto a fornire acqua potabile alla Romagna: copre in media circa la metà del fabbisogno idropotabile del territorio. Lungo l'acquedotto l'acqua viene anche usata per produrre energia idroelettrica.

Quanta energia produce la diga di Ridracoli?

La centrale di Isola, alimentata direttamente dal lago, ha una potenza di circa 7 MW e nel 2025 ha prodotto 30.133 MWh. Le sette centrali gestite da Romagna Acque lungo la rete ne hanno prodotti altri 8.342.

Quanto è alta la diga di Ridracoli?

La diga è alta 103,5 metri e trattiene un lago di circa 33 milioni di metri cubi d'acqua.

Quando tracima la diga di Ridracoli?

Tracima quando il lago supera la quota di sfioro, circa 557 metri sul livello del mare. Accade dopo periodi di piogge abbondanti: negli ultimi anni è successo più volte tra febbraio e maggio, ma non tutti gli anni.

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