Fossili

GPL: cos'è, da dove arriva e come si usa in auto e in casa

Il GPL è uno dei combustibili più diffusi in Italia e, allo stesso tempo, uno dei meno conosciuti. Lo usiamo nelle auto bifuel, nelle bombole per cucinare e…

Serbatoio di GPL in un prato in campagna

Il GPL è uno dei combustibili più diffusi in Italia e, allo stesso tempo, uno dei meno conosciuti. Lo usiamo nelle auto bifuel, nelle bombole per cucinare e nei serbatoi che scaldano le case non raggiunte dalla rete del metano, ma spesso lo si confonde con il metano o con il GNL. In questa guida spieghiamo che cos'è il GPL, da dove arriva, perché diventa liquido con poca pressione e quali regole valgono per chi lo usa ogni giorno.

Che cos'è il GPL

La sigla GPL sta per gas di petrolio liquefatto. Si tratta di una miscela di due idrocarburi leggeri, il propano (C3H8) e il butano (C4H10), in proporzioni che possono variare a seconda dell'uso. A temperatura e pressione ambiente il GPL è un gas, ma basta comprimerlo moderatamente perché diventi liquido: in questo stato occupa molto meno spazio e può essere trasportato e conservato in bombole e serbatoi.

Il motivo sta nelle temperature di ebollizione dei due componenti: circa −42 °C per il propano e circa −1 °C per il butano. Sono valori molto più alti di quello del metano, che bolle intorno a −161 °C e non si lascia liquefare a temperatura ambiente nemmeno ad alta pressione. Secondo la rivista dell'ACI, al GPL bastano pressioni nell'ordine di 2–8 bar per passare allo stato liquido.

Il GPL è incolore e inodore. Per accorgersi di eventuali fughe, prima della distribuzione gli viene aggiunta una sostanza odorizzante, che gli dà l'odore caratteristico. È inoltre più pesante dell'aria: in caso di perdita tende a ristagnare verso il basso e nelle cavità, ed è per questo che il suo uso in locali chiusi e interrati è regolato da norme di sicurezza specifiche.

Da dove arriva: gas naturale e raffinerie

Nonostante il nome, il GPL non viene solo dal petrolio. Le fonti sono due. La prima è il trattamento del gas naturale: il gas grezzo estratto dai giacimenti contiene anche idrocarburi più pesanti del metano, che vengono separati raffreddando e comprimendo il gas. Come spiega l'Energy Information Administration statunitense, la miscela di liquidi ottenuta passa poi in un impianto di frazionamento che la divide in etano, propano, butano e altri prodotti.

La seconda fonte è la raffinazione del petrolio greggio. Il propano e il butano si ottengono già nella prima distillazione e poi nei processi di cracking, che spezzano le molecole lunghe in molecole più leggere. Il peso delle due fonti varia da Paese a Paese: negli Stati Uniti, secondo l'Alternative Fuels Data Center del Dipartimento dell'Energia, le quantità sono quasi equivalenti, mentre per l'Italia l'ACI indica che poco più della metà del GPL deriva dal gas naturale.

In entrambi i casi il GPL resta un combustibile fossile: bruciando produce anidride carbonica, anche se in misura e con emissioni inquinanti diverse rispetto a benzina e gasolio.

GPL, metano e GNL: le differenze

Le tre sigle vengono spesso confuse, ma indicano prodotti diversi. Il metano è il componente principale del gas naturale, quello che arriva nelle case attraverso la rete. Il GNL è lo stesso gas naturale portato allo stato liquido a circa −162 °C, così da ridurne il volume di circa 600 volte e poterlo trasportare via nave. Il GPL, invece, è una miscela di propano e butano che si liquefa con una pressione modesta e senza bisogno di temperature così basse.

CombustibileComposizioneCome si conservaUsi tipici
GPLPropano e butanoLiquido sotto pressione moderata, in bombole e serbatoiAuto bifuel, riscaldamento, cucina, industria
Metano (gas naturale)Soprattutto metanoGas in rete; nelle auto compresso a circa 220 barCase servite dalla rete, centrali elettriche, auto a metano
GNLDal 90 al 99% di metanoLiquido a circa −162 °C, in serbatoi criogeniciTrasporto via nave, rigassificatori, mezzi pesanti

Una differenza pratica riguarda la sicurezza: il metano è più leggero dell'aria e in caso di perdita tende a salire, mentre il GPL, più pesante, scende verso il pavimento. Per questo le regole sui parcheggi interrati non sono le stesse.

Il GPL per l'auto

L'Italia è un mercato importante per l'auto a GPL. Secondo l'ACI, alla fine del 2023 circolavano oltre tre milioni di auto alimentate a GPL, servite da una rete di più di 4.500 distributori. Si tratta quasi sempre di auto bifuel: il motore a benzina è affiancato da un impianto a GPL, montato in fabbrica oppure installato in seguito da un'officina autorizzata.

Il GPL viene conservato liquido in un serbatoio, che può essere cilindrico oppure toroidale, cioè a forma di ciambella al posto della ruota di scorta. Un vaporizzatore lo riporta allo stato gassoso prima che arrivi al motore. A parità di cilindrata i consumi in litri sono di norma più alti rispetto alla benzina, perché il GPL ha una densità energetica inferiore, ma il prezzo al litro è più basso.

Il serbatoio va sostituito ogni 10 anni. Il termine parte dalla data di immatricolazione, se l'impianto era montato di serie, oppure dal collaudo, se l'impianto è stato installato in un secondo momento. Il nuovo serbatoio deve essere omologato secondo il regolamento ECE/ONU 67-01 e montato da un installatore autorizzato. Circolare con un serbatoio scaduto espone a una sanzione prevista dal Codice della strada.

Consiglio: se acquistate un'auto a GPL usata, chiedete il libretto dell'impianto e controllate la data di scadenza del serbatoio. Una sostituzione vicina è un costo da mettere in conto prima di firmare.

Quanto ai parcheggi, le regole antincendio per le autorimesse pongono limiti alla sosta delle auto a GPL nei piani interrati: è ammessa solo per i veicoli con impianti dotati dei sistemi di sicurezza previsti dal regolamento ECE/ONU 67-01 e dipende dalle caratteristiche del garage. Oltre alla norma nazionale, anche il regolamento di condominio può introdurre limiti propri.

Il GPL in casa e negli altri usi

Il GPL è molto usato anche per il riscaldamento, l'acqua calda e la cucina, soprattutto dove la rete del gas naturale non arriva, come in montagna, nelle isole minori e nelle case isolate. Si usa in bombole oppure in serbatoi fissi installati in giardino o interrati, riempiti periodicamente da un'autocisterna.

Non è l'unico impiego. Come ricorda l'EIA, il propano serve anche come materia prima per l'industria petrolchimica, che lo trasforma in propilene ed etilene e quindi in plastiche e resine, mentre il butano viene in parte miscelato nella benzina. Il GPL alimenta inoltre carrelli elevatori, essiccatoi agricoli e serre.

Per il futuro il settore punta sul bioGPL, chimicamente simile al GPL tradizionale ma ottenuto da materie prime rinnovabili. Secondo Assogasliquidi-Federchimica, il Piano nazionale integrato per l'energia e il clima (PNIEC) prevede al 2030 un obiettivo di 700.000 tonnellate di bioGPL.

Domande frequenti

Il GPL è la stessa cosa del metano?

No. Il metano è il componente principale del gas naturale, mentre il GPL è una miscela di propano e butano. Il metano è più leggero dell'aria, il GPL più pesante, e si conservano in modo diverso.

Il GPL deriva dal petrolio?

Solo in parte. Il GPL si ottiene sia dalla raffinazione del petrolio sia dal trattamento del gas naturale. In Italia, secondo l'ACI, poco più della metà arriva dal gas naturale.

Ogni quanto si cambia il serbatoio del GPL dell'auto?

Ogni 10 anni, a partire dall'immatricolazione o dal collaudo dell'impianto installato in seguito. Il nuovo serbatoio deve essere omologato ECE/ONU 67-01.

Perché il GPL ha un odore così forte?

Il GPL è naturalmente inodore. L'odore che si sente è quello di una sostanza aggiunta apposta, che permette di accorgersi subito di una perdita.

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