Idroelettrico

Energia idroelettrica: come funziona e quanto pesa in Italia

L'energia idroelettrica è la più antica tra le fonti rinnovabili usate per produrre elettricità su larga scala e, in Italia, resta una delle colonne del…

Acqua che scende dallo sfioratore di una diga

L'energia idroelettrica è la più antica tra le fonti rinnovabili usate per produrre elettricità su larga scala e, in Italia, resta una delle colonne del sistema elettrico. Sfrutta un principio semplice: l'acqua che scende da una quota più alta a una più bassa mette in rotazione una turbina, che a sua volta aziona un generatore.

Dietro questa semplicità ci sono però molte differenze: impianti piccoli e grandi, centrali che lavorano con la corrente del fiume e altre che accumulano acqua in un lago artificiale, annate ricche di pioggia e anni di siccità che cambiano di molto la produzione. Vediamo come funziona, quanto pesa oggi in Italia e quali sono i suoi punti di forza e i suoi limiti.

Come funziona l'energia idroelettrica

Ogni impianto idroelettrico trasforma l'energia potenziale dell'acqua in energia meccanica e poi in energia elettrica. L'acqua viene captata da un fiume o da un bacino, convogliata attraverso canali o condotte forzate fino alla centrale, fa girare la turbina e poi torna nel corso d'acqua a valle.

Due grandezze determinano quanta elettricità si può ottenere:

  • il salto, cioè la differenza di quota tra il punto in cui l'acqua viene prelevata e quello in cui raggiunge la turbina;
  • la portata, cioè la quantità d'acqua che passa nell'unità di tempo.

Più alto è il salto e maggiore è la portata, più energia l'impianto è in grado di produrre. Per questo le Alpi, con forti dislivelli e fiumi alimentati da neve e ghiacciai, sono storicamente la zona più adatta del Paese.

I tipi di impianto

Non tutte le centrali idroelettriche sono uguali. Le principali famiglie sono tre.

Ad acqua fluente

Usano la corrente naturale del fiume, spesso con una piccola traversa che devia parte dell'acqua verso le turbine. Non hanno grandi capacità di accumulo: producono in base a quanta acqua scorre in quel momento, quindi di più in primavera, con lo scioglimento della neve, e di meno nei mesi secchi.

A serbatoio o a bacino

Una diga crea un lago artificiale in cui l'acqua si accumula. Il gestore può decidere quando farla passare nelle turbine, concentrando la produzione nelle ore in cui la rete ne ha più bisogno. È la caratteristica che rende l'idroelettrico una fonte rinnovabile programmabile, a differenza di sole e vento.

Ad accumulo con pompaggio

Hanno due bacini a quote diverse. Quando l'elettricità abbonda e costa poco, l'acqua viene pompata nel bacino superiore; quando serve, viene rilasciata verso quello inferiore producendo energia. In pratica funzionano come una grande batteria: consumano più energia di quanta ne restituiscano, ma spostano la produzione nei momenti di maggiore domanda.

Tipo di impiantoCome usa l'acquaFlessibilitàPunto debole
Acqua fluenteCorrente naturale del fiumeBassa: produce quando l'acqua c'èMolto sensibile alle portate stagionali
Serbatoio / bacinoAcqua accumulata dietro una digaAlta: produzione regolabileImpatto su valle e fiume, sedimenti nel lago
PompaggioAcqua spostata tra due baciniMolto alta: accumula e restituisce energiaBilancio energetico netto negativo

Quanto pesa l'energia idroelettrica in Italia

L'Italia ha costruito gran parte del suo sistema elettrico sull'acqua: per decenni le centrali alpine e appenniniche sono state la base della produzione nazionale. Oggi la quota è più bassa, perché nel frattempo sono cresciuti i consumi e le altre fonti, ma il contributo resta rilevante.

Secondo i dati di Terna sul 2025, ripresi da Enerdata, l'idroelettrico ha coperto circa il 13,5% dei consumi elettrici italiani, in un anno in cui le rinnovabili nel loro insieme sono arrivate al 41% della domanda. Il dato del 2025 va letto insieme a quello dell'anno precedente: nel 2024, grazie a precipitazioni abbondanti, la produzione idroelettrica era cresciuta del 30,4% sul 2023, mentre nel 2025, come riportato da LaPresse sui dati Terna, è calata del 21,2%, tornando sui livelli di produzione degli anni precedenti.

Su scala mondiale il peso è ancora maggiore. L'Agenzia internazionale dell'energia (IEA) indica l'idroelettrico come la prima tecnologia rinnovabile, con il 50% della generazione elettrica da fonti rinnovabili e una produzione globale di circa 4.300 TWh nel 2022.

Vantaggi dell'energia idroelettrica

  • Nessuna combustione: durante il funzionamento la centrale non brucia combustibili e non emette CO2 per produrre elettricità.
  • Programmabilità: gli impianti a bacino e a pompaggio possono aumentare o ridurre la produzione in pochi minuti, aiutando a bilanciare la rete quando sole e vento variano.
  • Accumulo: il pompaggio è una delle forme più consolidate di stoccaggio dell'energia su grande scala. La IEA lo considera potenzialmente decisivo per compensare le oscillazioni di solare ed eolico.
  • Lunga durata: dighe, condotte e centrali possono restare in servizio per molti decenni, con interventi periodici di ammodernamento.
  • Usi multipli dell'acqua: alcuni bacini servono anche per l'irrigazione, la regolazione delle piene o le riserve idriche, se gestiti in modo coordinato.

Limiti e impatti da conoscere

L'energia idroelettrica non è priva di costi ambientali e sociali. Una diga modifica profondamente una valle: interrompe la continuità del fiume, cambia temperatura e ossigenazione dell'acqua, ostacola la risalita dei pesci e trattiene i sedimenti che dovrebbero arrivare a valle e fino alla costa. Per limitare questi effetti la normativa impone di lasciare sempre nel corso d'acqua una quantità minima, il cosiddetto deflusso ecologico.

Ci sono poi limiti strutturali. I siti migliori sono in gran parte già sfruttati, quindi lo spazio per nuovi grandi impianti è ridotto. Molti impianti sono vecchi: la IEA stima che quasi il 40% della flotta idroelettrica mondiale abbia almeno 40 anni e che le centrali vicine ai 45-60 anni richiedano importanti lavori di ammodernamento. Infine c'è il tema della sicurezza delle grandi dighe, che richiede controlli continui sul manufatto e sui versanti circostanti.

Consiglio: quando leggete che le rinnovabili sono cresciute o calate in un certo anno, controllate sempre il dato dell'idroelettrico. Una sola annata piovosa o secca può spostare di diversi punti la quota rinnovabile complessiva, anche se il numero di impianti installati non è cambiato.

Siccità e cambiamento climatico

Il punto debole più evidente è la dipendenza dalle precipitazioni. Senza pioggia e neve, i fiumi si abbassano e i bacini si svuotano, e la produzione cala di conseguenza.

Il 2022 ne è un esempio chiaro. Secondo l'ISPRA, la disponibilità di risorsa idrica in Italia ha toccato il minimo storico, con un calo di oltre il 51% rispetto alla media 1951–2022 e un deficit del 66% nel distretto del fiume Po, il bacino che alimenta molti impianti alpini. Nello stesso anno, secondo Terna, la produzione idroelettrica nazionale è scesa del 37,7% rispetto al 2021.

La IEA segnala che piogge sempre più irregolari legate al cambiamento climatico stanno già disturbando la produzione idroelettrica in molte aree del mondo. Per l'Italia significa alternanza di annate molto diverse, come il 2022 e il 2024, e una maggiore attenzione alla gestione dell'acqua accumulata nei bacini, che serve anche per agricoltura e usi civili.

Il ruolo dell'energia idroelettrica nella transizione

Con la crescita di fotovoltaico ed eolico, il valore dell'energia idroelettrica sta cambiando: non conta solo quanta elettricità produce, ma quando la produce. Gli impianti a bacino possono coprire le ore serali, quando il solare cala, e i pompaggi possono assorbire l'energia in eccesso nelle ore centrali della giornata.

Per questo, più che la costruzione di nuove grandi dighe, le priorità riguardano l'ammodernamento degli impianti esistenti, l'aumento della capacità di pompaggio e una gestione dell'acqua che tenga insieme produzione elettrica, ecosistemi fluviali e fabbisogni del territorio.

Domande frequenti

L'energia idroelettrica è davvero rinnovabile?

Sì, perché sfrutta il ciclo naturale dell'acqua, alimentato dal sole: evaporazione, precipitazioni e deflusso verso valle. Questo non significa che sia priva di impatti, soprattutto sugli ecosistemi fluviali.

Perché la produzione idroelettrica cambia così tanto da un anno all'altro?

Perché dipende dalla quantità di pioggia e neve. Nel 2024 la produzione italiana è cresciuta del 30,4% grazie a un anno molto piovoso, mentre nel 2022, anno di forte siccità, era calata del 37,7%.

Che differenza c'è tra un impianto ad acqua fluente e uno a bacino?

Il primo usa la corrente del fiume così com'è e produce quando l'acqua c'è; il secondo accumula l'acqua dietro una diga e può decidere quando produrre, offrendo più flessibilità alla rete.

A cosa servono le centrali di pompaggio?

Servono ad accumulare energia: pompano acqua verso un bacino più alto quando l'elettricità è abbondante e la rilasciano quando serve. Consumano più di quanto restituiscono, ma rendono il sistema più stabile.

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