Fossili

Combustibili fossili: cosa sono e quanto pesano oggi

Carbone, petrolio e gas naturale sono i combustibili fossili che hanno alimentato lo sviluppo industriale degli ultimi due secoli e che ancora oggi muovono…

Ciminiere di una centrale termoelettrica

Carbone, petrolio e gas naturale sono i combustibili fossili che hanno alimentato lo sviluppo industriale degli ultimi due secoli e che ancora oggi muovono gran parte delle auto, delle fabbriche e delle centrali del pianeta. Sono anche la principale causa delle emissioni di gas serra legate all'energia, ed è per questo che la loro riduzione è al centro delle politiche climatiche.

Capire quanto pesano davvero, nel mondo e in Italia, aiuta a dare la giusta misura al dibattito sulla transizione energetica: né un cambiamento già compiuto, né un obiettivo irraggiungibile.

Che cosa sono i combustibili fossili

I combustibili fossili si sono formati nel corso di milioni di anni dalla trasformazione di resti di piante e microrganismi, sepolti sotto strati di sedimenti e sottoposti a pressione e calore. Il risultato sono sostanze ricche di carbonio e idrogeno che, bruciando, liberano energia sotto forma di calore.

  • Carbone: combustibile solido, usato soprattutto nelle centrali elettriche e nell'industria siderurgica. È quello che emette più anidride carbonica a parità di energia prodotta.
  • Petrolio: liquido, da cui le raffinerie ricavano benzina, gasolio, cherosene per gli aerei, gasolio da riscaldamento e materie prime per la chimica e la plastica.
  • Gas naturale: composto in prevalenza da metano, usato per il riscaldamento, la produzione di elettricità e l'industria.

Sono fonti non rinnovabili: i tempi della loro formazione sono talmente lunghi che, su scala umana, le riserve si consumano senza ricostituirsi.

Quanto pesano i combustibili fossili nel mondo

Nonostante la crescita delle rinnovabili, i fossili restano la base del sistema energetico mondiale. Secondo la Statistical Review of World Energy dell'Energy Institute, con i dati riferiti al 2024 i combustibili fossili coprono l'86% del mix energetico globale e il 2024 è stato il quarto anno consecutivo di domanda fossile ed emissioni di CO2 da record. Nella stessa edizione le rinnovabili forniscono circa un terzo dell'elettricità mondiale, ma poco più dell'8% della domanda totale di energia.

Il divario tra questi due dati si spiega facilmente: l'elettricità è solo una parte dei consumi energetici. Trasporti, riscaldamento e molti processi industriali dipendono ancora in larga misura da combustibili bruciati direttamente. Va ricordato anche che la quota dipende dal metodo di calcolo: la Statistical Review ha adottato in questa edizione il metodo del contenuto energetico fisico, che conta l'elettricità da fonti rinnovabili e nucleare in modo diverso rispetto al passato.

I combustibili fossili nel mix energetico italiano

L'Italia ha quasi abbandonato il carbone, ma dipende molto da petrolio e gas. I dati Eurostat sull'energia lorda disponibile nel 2024 mostrano che il gas naturale vale il 35,6% del totale nazionale, la quota più alta tra i Paesi dell'Unione. Sommando petrolio, gas e combustibili solidi, le fonti fossili coprono circa tre quarti dell'energia disponibile in Italia.

Fonte (2024)ItaliaUnione europea
Petrolio e prodotti petrolifericirca 37,9%37,8%
Gas naturale35,6%20,6%
Combustibili fossili solidi (carbone)circa 1,6%8,4%
Rinnovabili e biocarburanticirca 20,9%20,3%

Quote sull'energia lorda disponibile. I valori italiani indicati come circa sono calcolati dai dati Eurostat in migliaia di tonnellate equivalenti di petrolio; l'Italia non ha centrali nucleari attive, mentre nella media europea il nucleare pesa per una quota rilevante.

Il confronto mette in evidenza la particolarità italiana: il carbone pesa molto meno che nella media europea, ma il gas ne prende in parte il posto. Quasi tutto il gas e il petrolio consumati nel Paese sono importati, il che rende l'Italia particolarmente esposta alle crisi internazionali, come si è visto nel 2022 con la guerra in Ucraina e nel 2026 con le tensioni nel Golfo Persico.

Emissioni: perché i fossili sono al centro del problema climatico

Quando un combustibile fossile brucia, il carbonio che contiene si combina con l'ossigeno e forma anidride carbonica, il principale gas serra di origine umana. A questo si aggiungono le perdite di metano lungo le filiere di estrazione e trasporto del gas e del petrolio. La combustione produce anche inquinanti locali, come ossidi di azoto, polveri sottili e, nel caso del carbone e di alcuni prodotti petroliferi, ossidi di zolfo.

I dati più recenti in Italia

Il legame tra consumo di fossili ed emissioni si vede bene nelle stime dell'ISPRA: per il 2026 l'istituto prevede un calo delle emissioni di gas serra dell'1,5% rispetto al 2025, a fronte di una crescita del PIL dello 0,8%. La riduzione è trainata soprattutto dal minor consumo di carbone nelle centrali termoelettriche; nei trasporti il calo è minimo, perché la diminuzione del gasolio è in parte compensata dall'aumento della benzina.

Consiglio: quando leggete una percentuale sul peso delle fonti fossili, controllate sempre a cosa si riferisce. La quota sull'elettricità prodotta è molto diversa da quella sull'energia totale, che comprende anche trasporti e riscaldamento: confondere i due dati porta a sopravvalutare o sottovalutare la transizione in corso.

La transizione: obiettivi e tempi

A livello internazionale, alla conferenza sul clima COP28 di Dubai, nel dicembre 2023, i Paesi hanno concordato per la prima volta di avviare una transizione per allontanarsi dai combustibili fossili nei sistemi energetici. In Europa gli impegni sono fissati dalla legge europea sul clima: riduzione netta delle emissioni di almeno il 55% entro il 2030 rispetto al 1990, del 90% entro il 2040 e neutralità climatica entro il 2050. L'obiettivo al 2040 è entrato in vigore ad aprile 2026.

Le leve principali

  1. Elettrificazione dei consumi: pompe di calore al posto delle caldaie, veicoli elettrici, processi industriali alimentati a elettricità.
  2. Crescita delle rinnovabili: solare, eolico e idroelettrico per produrre elettricità senza combustione.
  3. Efficienza energetica: edifici meglio isolati e impianti più efficienti riducono il fabbisogno complessivo.
  4. Combustibili alternativi: biometano, biocarburanti e idrogeno prodotto con fonti rinnovabili per i settori più difficili da elettrificare.

Perché il cambiamento è graduale

La transizione richiede tempo per motivi concreti: le infrastrutture energetiche durano decenni, alcuni settori come l'aviazione, il trasporto marittimo e l'industria pesante hanno poche alternative pronte, e la sicurezza delle forniture va garantita in ogni fase. Per questo, nel medio periodo, i combustibili fossili continueranno ad avere un ruolo, soprattutto il gas come riserva flessibile per il sistema elettrico, mentre la loro quota dovrebbe ridursi man mano che crescono le alternative.

Domande frequenti

Quali sono i combustibili fossili?

Sono il carbone, il petrolio e il gas naturale. Si sono formati in milioni di anni dalla trasformazione di materia organica e, bruciando, producono energia ma anche anidride carbonica.

Quanto pesano i combustibili fossili in Italia?

Secondo i dati Eurostat sul 2024, petrolio, gas e carbone coprono insieme circa tre quarti dell'energia lorda disponibile in Italia. Il gas da solo vale il 35,6%, la quota più alta nell'Unione europea.

Il gas naturale inquina meno degli altri fossili?

A parità di energia prodotta, la sua combustione emette meno CO2 e meno inquinanti del carbone e del petrolio. Resta però una fonte fossile, e le perdite di metano lungo la filiera ne aumentano l'impatto sul clima.

Entro quando l'Europa vuole ridurre l'uso dei combustibili fossili?

La legge europea sul clima fissa una riduzione netta delle emissioni del 55% entro il 2030 e del 90% entro il 2040 rispetto al 1990, con l'obiettivo della neutralità climatica nel 2050. Questo implica una forte riduzione dell'uso di combustibili fossili senza sistemi di cattura della CO2.

Vedi tutto in Fossili

Commenti

Ancora nessun commento. Scrivi tu il primo!

Lascia un commento

I commenti vengono moderati prima della pubblicazione. Tutti i campi contrassegnati con * sono obbligatori.

Non verrà pubblicata.

Partner Romania 175