Gas naturale: da dove arriva quello che usiamo in Italia
Il gas naturale scalda gran parte delle case italiane, alimenta molte centrali elettriche e serve a numerose industrie. Eppure quasi tutto quello che…

Il gas naturale scalda gran parte delle case italiane, alimenta molte centrali elettriche e serve a numerose industrie. Eppure quasi tutto quello che consumiamo arriva da fuori: attraverso gasdotti che attraversano il Mediterraneo e le Alpi, oppure via nave, sotto forma di gas liquefatto. Per questo le notizie su guerre, rotte marittime e stoccaggi hanno un effetto così diretto sulle bollette.
Vediamo che cos'è il gas naturale, quanto ne usa l'Italia, da quali Paesi arriva oggi e come funzionano gli stoccaggi che servono ad affrontare l'inverno.
Che cos'è il gas naturale
Il gas naturale è un combustibile fossile formato in prevalenza da metano, accumulato nel sottosuolo in milioni di anni dalla trasformazione di materia organica. Si estrae da giacimenti terrestri e marini e, dopo un trattamento, viene immesso nelle reti di trasporto.
Rispetto al carbone e al petrolio, a parità di energia prodotta, la sua combustione emette meno anidride carbonica e meno inquinanti come zolfo e polveri. Resta però una fonte fossile che genera CO2, e il metano disperso lungo la filiera è a sua volta un potente gas serra. Per questo nelle strategie europee il gas è considerato una fonte da ridurre progressivamente, pur restando oggi centrale per la sicurezza energetica.
Gas naturale e biometano
Il biometano ha una composizione simile ma non è fossile: si ottiene dalla raffinazione del biogas prodotto da rifiuti organici, scarti agricoli e reflui zootecnici. Può essere immesso nella stessa rete del gas naturale e la sua produzione in Italia è in crescita, anche se rappresenta ancora una piccola parte del totale.
Quanto gas consuma l'Italia
Secondo i dati della Relazione annuale sulla situazione energetica nazionale del Ministero dell'Ambiente, riportati dal Sole 24 Ore, nel 2025 la domanda italiana di gas naturale è stata di circa 63,4 miliardi di metri cubi, in aumento del 2% rispetto al 2024. La produzione nazionale, compreso il biometano, si è fermata a 3,4 miliardi di metri cubi: circa il 5% del fabbisogno. Il restante 95% è stato coperto dalle importazioni, pari a 61,6 miliardi di metri cubi.
Il peso del gas nel sistema energetico italiano è particolarmente alto. Secondo Eurostat, nel 2024 il gas naturale valeva il 35,6% dell'energia lorda disponibile in Italia, la quota più elevata tra i Paesi dell'Unione europea. I principali utilizzi sono il riscaldamento di abitazioni e uffici, la produzione di energia elettrica nelle centrali a ciclo combinato e i processi industriali.
Da dove arriva il gas naturale usato in Italia
L'Italia riceve gas attraverso due canali: i gasdotti internazionali, che collegano la rete nazionale ai Paesi produttori o ad altri mercati europei, e i terminali di rigassificazione, dove il gas naturale liquefatto (GNL) trasportato dalle navi metaniere torna allo stato gassoso e viene immesso in rete.
I gasdotti
Fino al 2021 una parte molto consistente del gas importato, intorno al 40%, arrivava dalla Russia. Dopo l'invasione dell'Ucraina il quadro è cambiato profondamente e oggi i principali flussi via tubo arrivano da sud e da est:
- Algeria, primo fornitore via gasdotto: secondo i dati 2025 riportati dall'agenzia AGI, circa 20 miliardi di metri cubi, quasi un terzo delle importazioni, arrivati in Sicilia attraverso il TransMed;
- Azerbaigian, attraverso il gasdotto TAP che approda in Puglia;
- Nord Europa, con il gas che entra dai valichi alpini;
- Libia, con volumi più contenuti.
Il GNL via nave
Il gas liquefatto è diventato una componente decisiva, grazie anche ai nuovi rigassificatori entrati in funzione dopo il 2022. Tra le provenienze, negli ultimi anni gli Stati Uniti sono diventati il primo fornitore, accanto a Qatar e Algeria. Secondo i dati diffusi dalla società, il terminale offshore di Adriatic LNG, il più grande del Paese, nel primo semestre del 2026 ha immesso in rete 4,4 miliardi di metri cubi, circa il 14% della domanda nazionale.
| Provenienza | Canale | Dove entra in Italia |
|---|---|---|
| Algeria | Gasdotto TransMed | Mazara del Vallo (Sicilia) |
| Azerbaigian | Gasdotto TAP | Melendugno (Puglia) |
| Nord Europa | Gasdotti dai valichi alpini | Passo Gries e Tarvisio |
| Libia | Gasdotto Greenstream | Gela (Sicilia) |
| GNL (Stati Uniti, Qatar, Algeria e altri) | Navi metaniere | Rigassificatori sulle coste italiane |
| Produzione nazionale e biometano | Giacimenti e impianti | Rete nazionale (3,4 miliardi di m³ nel 2025) |
Il 2026 e la crisi del Golfo
La diversificazione è stata messa alla prova nel 2026. Dopo gli attacchi iraniani al complesso di Ras Laffan e con i transiti nello Stretto di Hormuz quasi bloccati, QatarEnergy ha fermato la produzione di GNL e ha dichiarato la forza maggiore su diversi contratti di lungo termine, compresi quelli con l'Italia. Come rileva la newsletter del Gestore dei mercati energetici, gli arrivi di GNL qatariota nell'Unione europea si sono di conseguenza ridotti drasticamente a partire dalla primavera.
Gli stoccaggi: la riserva per l'inverno
La domanda di gas cambia molto durante l'anno: d'inverno, con il riscaldamento, è molto più alta che d'estate. Per bilanciare questa differenza si usano gli stoccaggi, in gran parte vecchi giacimenti esauriti in cui il gas viene iniettato nei mesi caldi e prelevato in quelli freddi.
In Italia la capacità di stoccaggio è divisa tra una parte destinata al mercato e una riserva strategica, da usare solo in caso di emergenza. Il sistema italiano è tra i più grandi d'Europa e, insieme alla varietà delle rotte di importazione, rappresenta una delle principali garanzie per affrontare i mesi freddi. I livelli di riempimento vengono aggiornati ogni giorno e pubblicati dagli operatori del settore: per conoscere il dato più recente conviene sempre consultare le fonti ufficiali, perché la situazione può cambiare rapidamente da una settimana all'altra.
Le regole europee
Il regolamento europeo sugli stoccaggi, prorogato fino alla fine del 2027, chiede ai Paesi membri di raggiungere il 90% di riempimento in un momento qualsiasi tra il 1° ottobre e il 1° dicembre di ogni anno. Come spiega la Commissione europea, le traiettorie intermedie sono indicative e sono ammesse deviazioni in caso di condizioni di mercato difficili o vincoli tecnici.
Consiglio: stoccaggi pieni non significano automaticamente prezzi bassi. Il prezzo del gas in bolletta dipende dalle quotazioni all'ingrosso, che risentono anche delle tensioni internazionali e della situazione degli altri Paesi europei. Ridurre i consumi con un termostato regolato bene e una caldaia in efficienza resta il modo più diretto per contenere la spesa.
Il futuro del gas naturale in Italia
Nel medio periodo il gas resterà importante per il sistema elettrico, perché le centrali a gas possono accendersi rapidamente e compensare la variabilità di sole e vento. Nel 2026, per esempio, le ondate di calore estive hanno richiesto l'intervento delle centrali a ciclo combinato soprattutto nelle ore serali e notturne, quando il fotovoltaico non produce.
Allo stesso tempo gli obiettivi climatici europei spingono a ridurne l'uso: efficienza energetica degli edifici, pompe di calore, crescita delle rinnovabili e sviluppo del biometano sono le leve principali. La sfida dei prossimi anni sarà ridurre i consumi senza compromettere la sicurezza delle forniture, mantenendo la varietà di fornitori costruita dopo il 2022.
Domande frequenti
Quanto gas naturale produce l'Italia?
Poco: nel 2025 la produzione nazionale, biometano compreso, è stata di circa 3,4 miliardi di metri cubi, pari a circa il 5% della domanda. Il resto è importato.
Chi è oggi il principale fornitore di gas dell'Italia?
Via gasdotto il primo fornitore è l'Algeria, seguita dall'Azerbaigian attraverso il TAP. Considerando anche il GNL, gli Stati Uniti sono diventati il primo fornitore di gas liquefatto.
Che differenza c'è tra gas naturale e GNL?
È lo stesso combustibile in due stati diversi. Il GNL è gas naturale raffreddato fino a diventare liquido, così da occupare molto meno spazio e poter viaggiare via nave; nei rigassificatori torna allo stato gassoso.
A cosa servono gli stoccaggi di gas?
Servono ad accumulare gas nei mesi caldi, quando la domanda è bassa, per usarlo d'inverno. Una parte è riservata alle emergenze come riserva strategica.






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